Risk Management e asset aziendali: come ridurre i rischi legati alla manutenzione

L’articolo in sintesi

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Che cos’è il Risk Management

Il Risk Management è l’insieme delle attività necessarie ad individuare, analizzare e gestire i rischi associati a processi, operazioni e decisioni aziendali. Non importa quale sia il settore, la dimensione o la natura dell’Organizzazione, il rischio è un fattore con cui si deve necessariamente fare i conti. Qualsiasi tipo di realtà imprenditoriale, infatti, si pone degli obiettivi e si muove in un contesto economico e sociale tutt’altro che stabile e prevedibile. Questo fa si che, inevitabilmente, si generino situazioni di rischio. Nuovi competitor, l’aggiornamento normativo, una crisi economica, la mancanza di risorse adeguate, un guasto sugli impianti, così come una pandemia sono tutti esempi di come il contesto esterno, ma anche interno, possono avere impatto sulle attività dell’impresa.

Chiaramente, il rischio è per sua natura potenziale ed è per questo che, tramite il Risk Management, è possibile individuarli e definire un’adeguata strategia per modificarne il livello o trasformarlo in un’opportunità. Proprio questo, infatti, è un altro importante concetto: il rischio non è sempre negativo. In alcuni casi una situazione potenzialmente pericolosa, se adeguatamente gestita, apre l’azienda a nuove opportunità. L’innovazione tecnologica ne è un classico esempio. Per tutto quanto detto, diventa più semplice comprendere perché, oggi, chi si occupa di Risk Management debba necessariamente avere competenze gestionali, che gli permettano di affrontare il rischio in modo attivo.

Le fasi del Risk Management

In linea generale, è possibile individuare le principali fasi che distinguono il processo di Risk Management. Il rischio è proprio di qualsiasi processo aziendale, senza eccezioni, e per questo il primo passo è quello di mappare in modo esaustivo processi e sottoprocessi propri dell’Organizzazione, individuando i potenziali eventi dannosi connessi. Dopo di che, tutti i rischi devono essere analizzati e valutati. Si considerano aspetti come la probabilità che un evento si verifichi e l’impatto che potrebbe avere sull’Organizzazione e sulle sue attività. Questo significa che l’obiettivo del Risk Management non è solo quello di individuare e valutare i rischi, ma anche di ragionare sulle possibili conseguenze, trasformando questo lavoro in un valido supporto decisionale. A seconda di quanto emerge dalla valutazione, infatti, si procede con il trattamento del rischio ritenuto più opportuno (Risk Treatment) e si implementano azioni e misure necessarie.

La norma UNI CEI EN IEC 31010:2019 propone differenti metodologie per la valutazione del rischio, giusto per fare alcuni esempi si citano tecniche come il Brainstorming, la FMEA (Failure Mode Effects Analysis), l’analisi dell’albero degli errori, l’analisi della radice delle cause o la HAZOP (Hazard And Operability Study). La metodologie deve essere scelta a seconda del contesto.

Il processo non termina mai, in quanto tutte le fasi devono essere periodicamente (in realtà quotidianamente) ripercorse, soprattutto in caso di cambiamenti o novità.

La relazione tra Risk Management e gestione delle manutenzioni

Arrivati a questo punto, è semplice capire perchè anche la gestione delle manutenzioni non può essere esente dall’applicazione del Risk Management. Come ogni processo aziendale, anche la gestione delle manutenzioni presenta determinati rischi, principalmente connessi al corretto funzionamento degli impianti e degli asset aziendali in generale. L’obiettivo relativo al processo di manutenzione, infatti, è proprio quello di assicurare sempre che ogni infrastruttura sia operativa e in condizioni ottimali.

Per individuare i rischi relativi al processo manutentivo, perciò, è sufficiente ragionare su cosa potrebbe succedere se la manutenzione venisse meno, non fosse puntuale o eseguita in modo non adeguato. Si possono individuare indicativamente almeno 3 rischi comuni alla maggior parte delle realtà produttive. Innanzitutto potrebbe verificarsi un fermo impianto, dovuto ad esempio ad un guasto, ad una parte deteriorata o danneggiata. In secondo luogo, potrebbero essere riscontrati difetti sul prodotto o nel servizio, realizzato o erogato mediante asset mal gestiti e non sotto controllo. Infine, potrebbero presentarsi dei rischi legati alla Salute e Sicurezza sul lavoro e/o ambientali, con problemi sui sistemi di sicurezza o malfunzionamenti, sversamenti o emissioni non previste. Entrando nel dettaglio di ciascuna realtà, poi, si possono sicuramente individuare ulteriori rischi specifici.

In ogni caso, tutte i possibili eventi dannosi minano la “Business Continuity”, la cui preservazione deve, invece, essere l’obiettivo principale di qualsiasi tipo di Organizzazione.

Come ridurre i rischi legati alla manutenzione degli Asset aziendali

Una volta individuati, analizzati e valutati i rischi, si procede con la definizione del trattamento e delle azioni necessarie a ridurre il livello di rischio. Nel caso del processo di manutenzione, la soluzione potrebbe essere quella di introdurre un sistema efficace per la gestione delle attività di manutenzione, in grado di monitorare le scadenze, mostrare in modo semplice e veloce le condizioni di ogni infrastruttura e di registrare e conservare tutte le informazioni relative alla vita degli asset, inclusi manutenzioni, guasti e altri interventi. Si apre però anche un’opportunità: quella di andare oltre la basilare gestione controllata delle manutenzioni e fare un passo in più, sfruttando quanto ha da offrire l’innovazione tecnologica e passando alla manutenzione preventiva.

Un CMMS è un software che nasce per la gestione delle manutenzioni, ottimizzando e automatizzando diverse operazioni. Si tratta di una piattaforma in cui archiviare tutta la documentazione relativa alle infrastrutture e agli interventi eseguiti, accessibile a tutti gli operatori coinvolti nel processo. Permette di programmare e pianificare gli interventi, di non dimenticare mai una scadenza, di gestire in modo efficace il magazzino ricambi, di monitorare i costi e i tempi di intervento e migliorare la produttività, riducendo i tempi per lo scambio di informazioni e comunicazioni.

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